Indicizzazione siti web: miti da sfatare

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Posted on 9th aprile 2010 by admin in SEO

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Questo post indirizzato a tutti i responsabili marketing, web designer, amministratori di piccole e medie imprese o semplici autori di siti web personali, che – finalmente! – si sono resi conto che creare un sito senza pensare che questo deve essere presente nei primi posti nelle pagine dei risultati di ricerca di Google, Yahoo! e Bing non serve a nulla.

Quindi, se sei un SEO non ti sorprendere delle ovvietà presenti in questo post. Solo che per molti che SEO non sono, queste cose – forse – così ovvie non lo sono.

Mito numero 1: Essere indicizzati su Google è sinonimo di successo online.

Probabilmente avete sentito per lo meno un presunto web marketer cercare di vendersi dicendovi che essere presenti nei motori di ricerca con il proprio sito web è un metodo davvero efficace per attrarre potenziali clienti. Purtroppo questo è vero solo in parte.

Essere semplicemente indicizzati nei motori di ricerca non vi porterà ad avere grandi risultati in quanto a numero di clienti.

Il vostro scopo dovrebbe essere quello di vedere il vostro sito posizionato nei primi posti per quei criteri di ricerca specifici che sono relazionati con il vostro sito e che probabilmente i vostri potenziali clienti usano per ‘cercarvi’. Essere indicizzati nei motori, ma in posizioni che vanno al di là della prima pagina per quei criteri, quindi , non è sinonimo di successo.

Quindi, smettetela di credere che solamente vedendo indicizzato il vostro sito magicamente lo vedrete nelle posizioni top.

Mito numero 2: il Santo Gral del SEO sono i metatags.

Tuttora molte persone pensano che i codici metatags siano il fattore più importante per poter raggiungere le prime posizioni nei motori di ricerca. Non potrebbe esistere convicimento più erroneo. Una volta (ormai una decina d’anni fa) i metatags sì avevano un peso importante negli algoritmi di indicizzazione dei motori di ricerca, ma anche allora altri fattori come i contenuti testuali della pagina web ed il numero di links esterni avevano un peso ancor maggiore.

Da un po’ di tempo, inoltre, un buon numero di motori di ricerca (Google su tutti) praticamente li ignorano.

Mito numero 3: bisogna sottoporre il proprio sito ai motori di ricerca perché questi ti indicizzino.

Per quanto possa sembrare strano, ci sono ancora persone che credono che il loro sito mai sarà indicizzato se non viene iscritto formalmente in un motore di ricerca. Questo è semplicemente falso.

I motori di ricerca alimentano i propri database con agenti software (i famosi spyders o robots o crawlers). Ogni minuto di ogni giorno, questi spyders visitano i siti presenti in Internet ed usano i loro corrispondenti algoritmi di indicizzazione per costruire ed ampliare enormi base dati, che i motori di ricerca utilizzano per classificare ciascun sito per ciascuna parola e combinazione di parole presente in ogni sua pagina.

Perció è possibile che, pur non sottoponendo un sito ai motori, questo sarà visitato ed indicizzato dai loro spiders… sempre che in tutta Internet esista per lo meno una web con un link che collega a quel sito (link che gli spiders seguono come fosse una pista verso nuove scoperte).

Pertanto, pur se è vero che un sito nuovo non ha nulla da perdere in richiedere formalmente ai motori di essere ‘visitato’ ed indicizzato dai loro spider, è stupido pagare qualcuno perché iscriva un sito senza prima aspettare un po’ di tempo e vedere se i motori già lo hanno scoperto o meno.

Mito numero 4: si deve pagare un servizio specializzato in registrazione siti per proporre il proprio sito ai motori di ricerca.

Esistono ancora molte presunte imprese di marketing online che offrono il servizio di registrazione nei motori di ricerca. Non sprecate i soldi (investiteli in ottimizzare per i motori il sito, piuttosto), perché non esiste alcuna ragione per farlo, perché è qualcosa che potete fare benissimo voi stessi… sottoporre un sito ai motori è gratuito.

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