Le etichette Html nell’Head• Title – si tratta dell’elemento più importante per quanto riguarda l’ottimizzazione On Page o interna di una pagina web.
Il title HTML dovrebbe utilizzare la parola chiave o il criterio di posizionamento più importante all’inizio.
Studi dimostrano come utilizzare la parola chiave o il criterio di ricerca all’inizio stesso del tag Title presenta la migliore corrispondenza con rankings alti, mentre quanto più la parola chiave è verso il fondo del titolo il posizionamento è peggiore.
• Meta Description – sebbene non si utilizza per il posizionamento vero e proprio da nessuno dei motori di ricerca principali (Google, Yahoo!, Bing), il meta description è un luogo importante dove utilizzare la keyword desiderata dal momento che questa è posta in evidenza con l’uso del grassetto nei risultati di ricerca. Le statistiche dimostrano che questo fattore aiuta ad aumentare le possibilità di ricevere un click indipendentemente dalla posizione nelle pagine dei risultati di ricerca.
• Meta Keywords – Yahoo! è l’unico dei grandi motori di ricerca in registrare ed utilizzare questo meta tag. Lo fa non per il posizionamento però sì per classificare un sito per parole chiave. Comunque, dopo l’acquisizione di Yahoo! Da parte di Bing, è lecito pensare che anche quest’uso diventerà storia. Tenendo poi presente che il meta tag Keywords espone chiaramente alla concorrenza la politica di ottimizzazione di un sito (facendo vedere loro quali sono le parole chiave per cui si vuole posizionare il sito stesso), il consiglio è di non utilizzarlo mai, a meno che non sia davvero obbligatorio (per esigenza del cliente).
• Meta Robots – sebbene non si tratti di un meta tag necessario, se si utilizza dovrà essere con attenzione, ovvero prendendosi cura che non contenga nessuna direttiva che possa potenzialmente impedire l’accesso dei motori alla pagina.
• Rel=”Canonical” – quanto più grande e complesso è un sito (e grande e complessa l’organizzazione che sta dietro ad esso), tanto più è consigliabile utilizzare le Url Canoniche per prevenire ogni potenziale duplicazione dei contenuti o Url con stringhe aggiunte non intenzionalmente e che possono dare seri problemi ai motori di ricerca durante l’indicizzazione del sito e, come conseguenza ultima, disperdere il PageRank.
• Altri Meta Tags – meta tags come quelli offerti da DCMI o FGDC sembrano interessanti, ma attualmente non forniscono alcun vantaggio SEO con i principali motori di ricerca e, quindi, è meglio non usarli per evitare complicazioni e, soprattutto, per non appesantire il codice della pagina e rallentare quindi la sua visualizzazione.
URLs
• Lunghezza – Le URLs più corte sembrano avere una migliore performance nei risultati di ricerca e sono molto più copiate/incollate da altri siti, condivise o linkate.
• Posizione delle Keywords – Quanto più vicina la parola chiave è al nome del dominio, tanto meglio. Questo significa che la struttura dominio/parola chiave offre risultati migliori che la struttura dominio/cartella/sub-cartella/parola chiave. Questa struttura è altamente consigliata, pur se da sola non offre la sicurezza di raggiungere le prime posizioni.
• Sottodomini vs. Pagina – Nonostante il leggero beneficio dal punto di vista della URL che offrono i sottodomini, gli algoritmi dei motori danno preferenza alla struttura classica delle URLs: dominio/cartella/pagina.
• Caratteri di separazione delle parole – I trattini sono ancora i più utilizzati, e pur se esiste la promessa che il trattino basso sarebbe stato trattato allo stesso modo, per il momento i motori (Google soprattutto) preferiscono il trattino normale. Per cui sì a URLs del tipo: dominio/parola-parola-parola.html e no a dominio/parola_parola_parola.
Body Tags (Etichette nel Body di una pagina)
• Numero di volte che si ripete la parola chiave – È impossibile indicare il numero esatto ed ottimo di volte che si deve usare una parola chiave in una pagina. Eppure esiste una regola empirica che è usata frequentemente in SEO Copy: “2-3 in pagine con contenuti brevi . 4-6 in pagine con contenuti più ampli. Utilizzare altre formule (per esempio ripetere continuamente la parola chiave) non solo non offre benifici evidenti, ma al contrario può portare alla penalizzazione del sito.
• Densità della parola chiave – Si tratta di un vero e proprio mito che afferma che negli algoritmi dei motori di ricerca si contempla la densità con cui una parola chiave è presente in una pagina. Però è un mito che ha fatto breccia nel mondo SEO. Infatti, se è vero che un maggior uso di una parola chiave può aiutare il targeting/ranking di una pagina, non esistono dubbi per cui la keyword density non è mai stata alla base su cui si ha calcolato la rilevanza di una parola chiave in una pagina.
• Uso di varianti della parola chiave – Da molto tempo si sospetta che l’uso di varianti della parola chiave possa influenzare il ranking nei motori di ricerca. Pur se non esistono studi convincenti in proposito, nel dubbio non è male considerare l’opportunità di servirsi di almeno una o due varianti. Di sicuro in questo modo si rende più vario il testo.
• Titolo H1 – Il tag H1 è sempre stato considerato come uno degli elementi SEO On Page fondamentali. Invece, studi recenti realizzati da SeoMOZ dimostrano come esista solo una minima corrispondenza tra primi posti ed uso del tag H1. Ciononostante, è sempre consigliabile, per una migliore accessibilità e chiarezza nella redazione dei testi, continuare ad utilizzare il titolo H1 come metodo d’impaginazione del titolo principale della pagina e, possibilmente, arricchendolo e “targettizzandolo” con la parola chiave più importante.
• H2/H3/H4/Hx – La loro importanza è tuttavia minore rispetto all’H1, per cui la raccomandazione è di usarli solo se strettamente necessario. Dal punto di vista SEO apportano un valore zero o vicino allo zero.
• Alt Attribute – Sorprendentemente, l’attributo alt, una volta considerato poco significativo dal punto di vista SEO, ha dimostrato nelle analisi realizzate da SeoMOZ strettamente relazionato con rankings alti. Per questo motivo si suggerisce l’uso di grafici/immagini/illustrazioni in pagine importanti targettizzate con parole chiave utilizzando testi ottimizzati con la stessa parola chiave nell’attributo alt del tag img.
• Nome dei files delle immagini – Dal momento che il traffico generato dalle immagini indicizzate nei motori di ricerca è in aumento, sembra essere logicamente importante che i nomi dei loro files siano scritti pensando al loro posizionamento. Ovvero, evitate files che si chiamino “foto 1” o “ao23453232” (classiche delle foto digitali).
• Bold/Strong – Utilizzare una parola chiave in bold/strong (grassetto) sembra avere un peso molto piccolo dal punto di vista SEO, per questo si continua a considerare corretto che la parola chiave si evidenzi in grassetto almeno una volta.
• Corsivo – Ha la stessa considerazione del grassetto. Quindi si suggerisce la stessa attitudine.
• Anchors Texts dei link interni – Non esistono prove soddisfacenti che gli anchor text dei links interni posseggano realmente un valore SEO.
• Commenti HTML – Pur se nessuno studio lo conferma con fermezza, sembra sicuro che i motori non prendono in considerazione i commenti Html.
Links interni e loro posizione nell’architettura del sito.
• Profondità del Click – La raccomandazione generale è che quanto più la parola chiave è competitiva, tanto più in alto dovrebbe essere posta nell’architettura dei links interni di un sito. Ovvero, dovrebbero essere necessario solamente un click per raggiungere la pagina la cui URL contiene quella parola chiave.
• Numero/Percentuale di Links Interni – Le pagine che posseggono un maggior numero di links interni tendono ad ottenere migliori rankings; quindi, per parole chiave competitive, potrebbe essere d’aiuto collegare queste pagine dal maggior numero di pagine del sito.
• Links nei contenuti vs. Menú – Sembra che Google e gli motori di ricerca stanno cercando seriamente di riconoscere dove si presenta un link all’interno di una pagina. Questo significa che usare links stile Wikipedia (ovvero dentro del body) può apportare qualche beneficio SEO. È comunque da ricordare che Google conta solo il primo link ad una pagina che incontra nell’HTML.
• Links in Sidebars e Footers – Studi ed esperienze di vita vissuta suggeriscono fortemente che Google ha incominciato a dare molto meno peso che prima ai collegamenti presenti nei Footers e, in modo meno evidente, nelle Sidebars. Quindi, se state utilizzando la tattica di mettere links nelle zone permanenti del disegno di una pagina, potreste non avere quei risultati che vi aspettate.
Architettura della pagina
• Posizione Keyword – È altamente consigliabile utilizzare la parola chiave principale nelle prime 50-100 parole (o anche prima) del contenuto testuale di una pagina. I motori sembrano preferire le pagine che utilizzano i criteri di posizionamento al principio.
• Struttura del contenuto – Molti SEO-Copywriters spergiurano sull’efficacia dell’uso di una determinata struttura per quanto riguarda la redazione dei contenuti testuali di una pagina: introduzione, corpo principale, conclusione OPPURE utilizzare uno stile giornalistico, ricco di dati e con una conclusione ben definita. Comunque in realtà non sembrano esistere prove concrete che dimostrino quale sia la struttura migliore per il SEO. Per cui il vero consiglio rimane quello di sempre: scrivere bene ed essere originali.
Perché non seguiamo sempre queste regole?
La risposta è piuttosto semplice. La verità è che durante il processo di produrre un ottimo contenuto web, a volte ci dimentichiamo, a volte ignoriamo e a volte disobbediamo intenzionalmente ai consigli che si sono qui sopra presentati. L’ottimizzazione on page pur essendo senza dubbio importante, è solamente un elemento di quel puzzle che è il SEO.
Ovviamente l’ideale sarebbe rispettare ogni punto esposto prima, però credo che l’ottimizzazione interna segua la regola dell’80/20; se si riesce ad ottimizzare quel 20% di regole che sono più importanti (titoli HTML, URLs, links interni), molto probabilmente si otterrà l’80% dei vantaggi in termini di rankings possibili con l’on page optimization.
Le migliori azioni per essere #1.
Curiosamente, anche se forse non è una sorpresa per i SEO più esperimentati, la verità è che l’ottimizzazione interna non serve necessariamente per essere il numero uno nei rankings dei motori. Infatti, questa sarebbe la vera lista delle cose da rispettare per raggiungere davvero le prime posizioni:
1. Accessibilità – evitare contenuti che i motori non possano vedere o cui non possano accedere o addirittura non possano neppure indicizzare.
2. Contenuti – Per competere per il primo posto un sito ha bisogno di avere una web il cui contenuto è realmente di altissima qualità, tale da non suscitare solo l’interesse del visitatore ma anche capace da spingerlo a condividerlo con altri. Avere un contenuto potenzialmente virale è probabilmente il fattore più importante e di maggior valore per il ranking, perché è quello che produrrà il maggior ratio di conversioni per link (la percentuale di quelli che visitano e che dopo creano un collegamento esterno di qualsiasi tipo).
3. Elementi basici di ottimizzazione On Page – far sì che le parole chiave siano presenti negli elementi interni più importanti (titoli HTML, URLs, links interni) significa offrire ad una pagina la possibilità di ottenere ottimi posizionamenti.
4. Esperienza dell’utente – di nuovo l’usabilità, l’interfaccia utente e l’esperienza generale che gli offre un sito influenza enormemente la creazione di links esterni e citazioni, e di conseguenza la percentuale di conversioni e il volume generale delle visite.
5. Marketing – Grandi contenuti da soli non sostituiscono un’ottima strategia marketing. Questa può attrarre molti più links che il contenuto meriterebbe. Ingiusto, probabilmente sì, ma questo è il Mercato e funziona così dai tempi di Adams.
6. Ottimizzazione On Page avanzata – applicare tutti i suggerimenti presentati in questo post non è solo mero esercizio SEO. Ma è solo l’ultimo punto per poter arrivare al numero 1, dal momento che non aggiunge un valore critico tanto quanto i 5 punti anteriori.
E voi, sulla base della vostra esperienza, che pensate?